Un bellissimo omaggio a Roma, purtroppo come spesso capita al suo passato più che al suo presente. In questo video si respira la sua meravigliosa architettura, fatta per raccogliere le persone ed adorare il divino e non per dividere le persone e sfidare il divino, come tentano di fare i moderni grattacieli.
Tony Servillo in una scena de La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino
Le parole contenute nel video sono il miglior commento a questo tributo:
"Scorri indietro nel tempo fino alle più oscure radici della civiltà e le troverai annodate intorno a un pozzo o strette intorno ad una pietra sacra. Le persone prima portavano rispetto per un luogo e solo dopo ne traevano gloria. Gli uomini non amavano Roma perché era grande, Roma era grande perché gli uomini la amavano." Gilbert Keith Chesterton
Fabio Concato è uno dei pochi cantautori milanesi di fama nazionale ed a mio avviso tra i più attuali e raffinati, forse proprio grazie a quel DNA jazzistico del papà Gigi. Nato a Milano nel 1953 Fabio Concato, dopo alcuni esordi cabarettistici, fece il suo maggiore successo discografico con un album omonimo nel 1984.
Fabio Concato . LP . 1984
In questo album è contenuto il brano "E ti ricordo ancora" che continua a risuonarmi in mente questa sera. Alcuni interpretazioni hanno voluto ricondurre la storia narrata ad un'infatuazione omosessuale infantile avuta o ricevuta dall'artista. Ritenendo l'interpretazione del tutto ininfluente nella portata artistica del pezzo penso che la delicatezza delle note, delle parole, della voce e dell'atmosfera che il pezzo riesce a creare siano la colonna sonora ideale, specialmente la sera, per ricordare une persona che non si vede da tanto tempo, o che non c'è più magari, ma ad ogni modo in certe serate, come questa, che ci manca tantissimo.
Fabio Concato, oggi ...
E ti ricordo ancora su volti da non dimenticare ...
E ti ricordo ancora con testo in sovraimpressione
E ti ricordo ancora . Live 2007
Testo . E ti ricordo ancora
E ti ricordo ancora
le braghe corte di tuo fratello e le gambe viola
tua mamma stanca costretta a farti un po' da padre
Nel fine settimana del 11 e 12 ottobre 2014 Genova e la Liguria sono state travolte nuovamente dal fango mostrandoci immagini di persone che, dopo aver perso la casa o l'attività, mischiavano alla loro disperazione la rabbia di rivivere una scena vissuta già troppe volte.
La retorica degli "angeli del fango" ( i ragazzi volenterosi che ad ogni catastrofe mostrano un minimo di senso civile e di comunità ) non deve far dimenticare un malcostume oramai quasi genetico della cultura italica, o meglio italiotta, ovvero la procastinazione perpetua dell'interesse pubblico rispetto a quello privato, dell'interesse immediato rispetto a quello di lungo periodo.
Non può certo il singolo cittadino sciogliere i fili di una matassa di responsabilità incastrata tra le maglie delle varie istituzioni, infatti già nel 1996 il grande poeta ligure e italiano Fabrizio De André cantava di Dolcenera, l'acqua mista di detriti e fango che invase Genova nel 1970.
La cantante Emanuela Trane in arte Dolcenera
Durante un concerto a Treviglio del 24 marzo 1997 De André disse di questa canzone:
«Questo del protagonista di Dolcenera è un curioso tipo di solitudine. È la solitudine dell'innamorato, soprattutto se non corrisposto. Gli piglia una sorta di sogno paranoico, per cui cancella qualsiasi cosa possa frapporsi fra se stesso e l'oggetto del desiderio. È una storia parallela: da una parte c'è l'alluvione che ha sommerso Genova nel '70, dall'altra c'è questo matto innamorato che aspetta una donna. Ed è talmente avventato in questo suo sogno che ne rimuove addirittura l'assenza, perché lei, in effetti, non arriva. Lui è convinto di farci l'amore, ma lei è con l'acqua alla gola. Questo tipo di sogno, purtroppo, è molto simile a quello del tiranno, che cerca di rimuovere ogni ostacolo che si oppone all'esercizio del proprio potere assoluto.»
Fango, solitudine e attesa si mescolano ancora in queste giornate difficili per gli amici genovesi. Nella speranza che un amore matto per il territorio, che arrivi magari non all'improvviso ma da una comune visione del futuro, riporti un po' di luce all'orizzonte di questo territorio così provato credo che solo il ricordo del passato e la poesia di cui è davvero imbevuta la terra possa salvarci.
La dedica di questo meraviglioso brano è perciò a tutti agli amici genovesi, di seguito ho inserito i video sia della versione originale di Fabrizio De André che di quella di Dolcenera, artista che ha amato così tanto questa canzone da farne il suo nome d'arte.
Fabrizio De André canta Dolcenera . Live 1998
Dolcenera canta Dolcenera . Live 2008
L'alluvione di Genova del 2011 sulle note del pezzo ...
Testo Dolcenera
Amìala ch'â l'arìa amìa cum'â l'é
amiala cum'â l'aria ch'â l'è lê ch'â l'è lê
amiala cum'â l'aria amìa amia cum'â l'è
amiala ch'â l'arìa amia ch'â l'è lê ch'â l'è lê
( Guardala che arriva guarda com'è com'è
guardala come arriva guarda che è lei che è lei
guardala come arriva guarda guarda com'è
guardala che arriva che è lei che è lei )
nera che porta via che porta via la via
nera che non si vedeva da una vita intera così dolcenera nera
nera che picchia forte che butta giù le porte
nu l'è l'aegua ch'à fá baggiá
imbaggiâ imbaggiâ
( Non è l'acqua che fa sbadigliare
(ma) chiudere porte e finestre chiudere porte e finestre )
nera di malasorte che ammazza e passa oltre
nera come la sfortuna che si fa la tana dove non c'è luna luna
nera di falde amare che passano le bare
âtru da stramûâ
â nu n'á â nu n'á
( Altro da traslocare
non ne ha non ne ha )
ma la moglie di Anselmo non lo deve sapere
ché è venuta per me
è arrivata da un'ora
e l'amore ha l'amore come solo argomento
e il tumulto del cielo ha sbagliato momento
acqua che non si aspetta altro che benedetta
acqua che porta male sale dalle scale sale senza sale sale
acqua che spacca il monte che affonda terra e ponte
nu l'è l'aaegua de 'na rammâ
'n calabà 'n calabà
( Non è l'acqua di un colpo di pioggia
(ma) un gran casino un gran casino )
ma la moglie di Anselmo sta sognando del mare
quando ingorga gli anfratti si ritira e risale
e il lenzuolo si gonfia sul cavo dell'onda
e la lotta si fa scivolosa e profonda
amiala cum'â l'aria amìa cum'â l'è cum'â l'è
amiala cum'â l'aria amia ch'â l'è lê ch'â l'è lê
( Guardala come arriva guarda com'è com'è
guardala come arriva guarda che è lei che è lei )
acqua di spilli fitti dal cielo e dai soffitti
acqua per fotografie per cercare i complici da maledire
acqua che stringe i fianchi tonnara di passanti
âtru da camallâ
â nu n'à â nu n'à
( Altro da mettersi in spalla
non ne ha non ne ha )
oltre il muro dei vetri si risveglia la vita
che si prende per mano
a battaglia finita
come fa questo amore che dall'ansia di perdersi
ha avuto in un giorno la certezza di aversi
acqua che ha fatto sera che adesso si ritira
bassa sfila tra la gente come un innocente che non c'entra niente
Tra le voci femminili comparse sullo scenario musicale italiano negli ultimi anni senza dubbio una che mi ha conquistato fin da subito è stata quella di Nina Zilli. Citando Wikipedia Nina Zilli è il nome d'arte di Maria Chiara Fraschetta ( nata a Piacenza il 2 febbraio 1980) che ha unito il nome della sua cantante preferita, Nina Simone, con il cognome della madre.
Nina Zilli ha partecipato al Festival di Sanremo nel 2010, vincendo tre premi e conquistando il podio in una sola serata, e ha rappresentato l'Italia all'Eurovision Song Contest nel 2012, vendendo oltre 150.000 copie certificate dalla FIMI.
Nina Zilli possiede un registro vocale da soprano. Una voce potente dal sapore vintage; i suoi punti di riferimento musicali sono soprattutto Nina Simone (da cui trae parte del nome d'arte) ma anche Otis Redding e Etta James.
Già numerosi i singoli che considero delle piccole perle di musicalità moderna ma dal sapore retrò. A mio avviso possiede una pasta vocale e dei colori che nulla hanno da invidiare ai nomi più osannati della nostra canzone leggera ( vogliamo dire ad esempio Mina senza rischiare la blasfemia ). Inoltre esprime una sensualità e femminilità dal sapore "anni cinquanta" e quindi forse per questo incredibilmente moderna.
Ecco alcuni video ed il link alla pagina di Wikipedia ed al Website ufficiale per chi volesse approfondire la conoscenza di questa bravissima artista.
Nina Zilli - "L'uomo che amava le donne" - 2010
Nina Zilli - "Per sempre" - 2012
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